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Visualizzazione dei post da aprile, 2019
Basta demonizzare il caffè: aiuta a combattere il colesterolo e conferisce una lieve protezione al cuore contro infarto, ictus e scompenso cardiaco Buone notizie per gli amanti del caffè. Corto o lungo, macchiato o nero, espresso o moka, il caffè è un concentrato di proprietà benefiche e quel che conta è che si può bere “a cuor leggero”. Numerose ricerche scientifiche hanno ormai fugato ogni dubbio sul fatto che la bevanda più amata dagli italiani possa arrecare guai a chi ha disturbi cardiovascolari. Senza esagerare, il caffè non solo non fa male, ma nel lungo termine sembra addirittura conferire una lieve protezione da infarto, ictus, scompenso cardiaco, La caffeina contenuta nella tazzina può far aumentare leggermente la pressione del sangue e il battito cardiaco, ma l'effetto, transitorio e ininfluente dal punto di vista clinico, è più leggero in chi è abituato a bere l'espresso. Nessuna cardiopatia è provocata dal caffè. Solo chi già soffre di aritmie è meglio ne ri...
L’acqua vista come un nutriente essenziale che non ha bisogno di alcuna moderazione Il corpo umano  di un adulto è principalmente costituito dal 55-60% del peso corporeo da acqua (circa il 76% nel neonato). Per l’uomo l’acqua è indispensabile per le reazioni biochimiche, per la regolazione della temperatura corporea e per l’eliminazione di minerali e sostanze organiche. Un importantissimo ruolo è svolto anche nella digestione, nell’assorbimento, nel trasporto e utilizzazione dei nutrienti. Quanta acqua dobbiamo bere? E’ noto che attraverso le urine, le feci, la sudorazione e la respirazione, il nostro corpo elimina acqua continuamente, quindi e neccesario reintegrarla spesso. Qundi la cosa migliore è bere anche quando non si ha lo stimolo della sete, che di solito sopraggiunge solo quando il volume di acqua necessario si è già ridotto. In condizioni normali le perdite giornaliere di acqua nelll’individuo adulto si aggirano intorno al 3-4% del peso corporeo. Queste p...
L'assunzione di bevande zuccherate è associata alla pressione sanguigna e all'attivazione del sistema nervoso simpatico nei bambini La ricerca ha dimostrato che negli adulti un'alta assunzione di bevande zuccherate aumenta la pressione sanguigna, tuttavia l'evidenza nei bambini è scarsa e inconcludente. Nessuno studio ha indagato l'attivazione del sistema nervoso autonomo (ANS) causata dall’assunzione di bevande zuccherate nei bambini. L’obiettivo dello studio è stato quello di indagare le associazioni tra l'assunzione di bevande zuccherate, l'aumento della pressione sanguigna e attivazione  del sistema nervoso autonomo nei bambini.  Nel 2017 sono stati analizzati i dati raccolti nel 2008-2010 a 5/6 anni (numero bambini = 2519) e nel 2015-2016 a 11/12 anni (numero bambini = 769) negli Amsterdam Born Children e nel loro studio di sviluppo. La pressione arteriosa sistolica (SBP) e la pressione diastolica (DBP), così come il periodo di pre-eiezione (PEP, a...