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Visualizzazione dei post da novembre, 2022
  La dieta mediterranea non riduce il rischio di demenza La dieta mediterranea non è collegata a una riduzione del rischio di andare incontro a demenza. È quanto osserva uno studio pubblicato da Neurology e guidato da Isabelle Glans, della Lund University, in Svezia. Per la ricerca, il team ha identificato 28mila persone residenti nel Paese scandinavo. I partecipanti avevano un’età media di 58 anni, non presentavano demenza all’inizio dello studio e sono stati seguiti per un periodo di venti anni, durante il quale dovevano compilare un diario sui cibi consumati in sette giorni e sottoporsi a un’intervista. Alla fine dello studio, 1.943 persone, il 6,9%, hanno ricevuto una diagnosi di demenza, inclusa malattia di Alzheimer e demenza legata a problemi vascolari. Dopo aver aggiustato il dato in base a sesso, età e livello di istruzione, rispetto alla riduzione del rischio di demenza, i ricercatori svedesi non hanno evidenziato un collegamento fra patologia neurodegenerativa e dieta, n...
  Istituto superiore di sanità: cuore a rischio per 4 italiani su 10 Gli italiani sono attenti al consumo di sale, ma 4 su 10 presentano più fattori di rischio cardiovascolare con colesterolo e pressione troppo alta. E ad incidere ancora di più è l’eccesso di peso e la sedentarietà. Oltre la metà degli intervistati in una indagine condotta dall’ Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicata sul sito Epicentro dell’Istituto, presta attenzione alla quantità di sale assunta a tavola, nella preparazione dei cibi e nel consumo di quelli conservati. Quasi otto persone su dieci (76%), inoltre, scelgono di usare il sale iodato. Quanto al rischio cardiovascolare, legato anche al consumo di sale nell’alimentazione, il 41% del campione presenta almeno tre fattori di rischio cardiovascolare e appena il 2% risulta libero dall’esposizione a condizioni di rischio note. Sono questi, in sintesi, i principali risultati della sorveglianza Passi nel biennio 2020-2021. Aumenta la consapevolezza sull’i...