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Visualizzazione dei post da settembre, 2022
  Artrite reumatoide: la sua gestione con alimenti antinfiammatori   Una revisione sistematica è stata condotta da un team di scienziati al fine di esplorare l’effetto degli interventi dietetici, con o senza integrazione di omega-3, per la gestione dell’artrite reumatoide (AR). Gli autori hanno incluso 20 studi per un totale di 1.063 partecipanti affetti dalla patologia cronica autoimmune. Secondo i risultati dell’analisi, resi noti su “Nutrients” nel 2021, gli esiti più frequentemente riportati erano il dolore, la durata della rigidità articolare mattutina, l’infiammazione articolare, la forza della presa e i marker di infiammazione. È stato evidenziato che diete a base di alimenti antinfiammatori potrebbero essere un modo efficace di apportare miglioramenti in alcuni parametri in adulti affetti da AR alla ricerca di trattamenti complementari. Tuttavia, sono necessari studi di più lunga durata, ben progettati per indagare riguardo l’influenza della dieta sulla patologia. Font...
  Diabete: con la giusta alimentazione si previene il rischio Una dieta con diverse componenti benefiche, ispirata alla Dieta Mediterranea, attraverso la riduzione del grasso che si potrebbe accumulare in maniera anomala nel pancreas, ne migliora la capacità di produrre insulina. Di conseguenza, questi effetti potrebbero ridurre il rischio di sviluppare il diabete nella popolazione sana e ne potrebbero ritardare il peggioramento nelle persone che ne sono già affette. Sono i risultati pubblicati su  Diabetes Care  dall’Unità di Diabete, Nutrizione e Metabolismo della Università Federico II di Napoli, in collaborazione con l’IRCSS Synlab SDN e l’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR di Napoli. La ricerca ha dimostrato con uno studio di intervento controllato che una dieta con diverse componenti benefiche, ispirata alla Dieta Mediterranea, ma facilmente attuabile anche in altre aree geografiche, riesce, in soli 2 mesi, a ridurre significativamente il grasso accumula...
  L’obesità aumenta il rischio di ipertensione Sia l’obesità metabolicamente sana che quella malsana hanno aumentato il rischio di incidenza di ipertensione. Questo è quanto riferisce uno studio pubblicato su BMC Cardiovascular Disorders, nel quale si specifica anche che l’aumento di rischio dettato dal fenotipo metabolicamente malsano è comunque maggiore. “Sebbene l’obesità aumenti il ​​rischio di ipertensione, l’effetto dell’obesità in base allo stato metabolico sull’incidenza dell’ipertensione non è noto. Per questo abbiamo voluto indagare sull’associazione tra fenotipi di obesità tra cui l’obesità metabolicamente malsana (MUO) e l’obesità metabolicamente sana (MHO) e il rischio di incidenza di ipertensione” spiegano gli autori. Gli esperti hanno condotto uno studio di coorte prospettico su 6.747 adulti di età compresa tra 35 e 65 anni arruolati allo studio Ravansar sulle malattie non trasmissibili. L’obesità è stata definita come indice di massa corporea superiore a 30 kg/m 2 ,...