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Centro Dietologia Nutrizione (CDN)  centrodietologianutrizione@gmail.com www.centrodietologianutrizione.com Cioccolato, ecco perché ci piace tanto E’ la lubrificazione dei grassi a determinare la sensazione di piacere che si ha quando si mangia il cioccolato. A evidenziarlo è una ricerca condotta un team dell’Università di Leeds, nel Regno Unito e pubblicata daACS Applied Materials and Interface. I ricercatori sono riusciti a decodificare, analizzando ciascuna fase, il processo fisico che avviene nella bocca quando si mangia un pezzo di cioccolato, che passa dalla forma solida a quella emulsionata. In particolare, durante i primi momenti, la sensazione del cioccolato si ha in base al modo in cui questo alimento viene lubrificato, sia dagli ingredienti del cioccolato stesso che dalla saliva o dalla combinazione di questi due fattori. Il grasso, dunque, gioca un ruolo chiave quando un pezzo di cioccolato entra in contatto con la lingua. Dopo questo primo impatto, le particelle di cac...
Centro Dietologia Nutrizione (CDN)  centrodietologianutrizione@gmail.com www.centrodietologianutrizione.com   Disturbi alimentari più frequenti nelle donne in perimenopausa che in premenopausa   I disturbi alimentari, associati generalmente ad adolescenti e giovani adulti, possono manifestarsi ad ogni età. Un piccolo studio – condotto da esperti della North American Menopause Society (NAMS)  e pubblicato da Menopause – ha osservato che questi problemi sono diffusi anche nelle donne di mezza età, con quelle in perimenopausa, colpite con più frequenza di quelle in premenopausa. Secondo gli autori, alla base di questi problemi c’è quasi sempre la sensazione di insoddisfazione relativa al proprio corpo e la paura di prendere peso e di perdere il controllo riguardo alle abitudini alimentari. I disturbi legati a questa sfera sono spie di patologie psichiche gravi e possono verificarsi in circa il 13,1% delle donne nel corso della vita. Nello specifico, invece, la prevalenz...
Nelle persone con ipercolesterolemia, l’avocado può ridurre il colesterolo Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, il consumo di avocado può ridurre il colesterolo totale e il colesterolo LDL nelle persone con ipercolesterolemia, senza influire negativamente sul peso corporeo. I ricercatori hanno voluto approfondire gli effetti del consumo di diete contenenti avocado rispetto a diete di controllo nelle quali il frutto era scarso o assente sui fattori di rischio cardiometabolico negli adulti sani, con malattie cardiovascolari o con aumentato rischio di tale tipo di patologia. Per questo hanno effettuato una ricerca su database elettronici e hanno incluso nella loro revisione 10 studi, nove studi randomizzati controllati (503 partecipanti) e uno studio osservazionale prospettico (55.407 partecipanti). Gli esiti valutati dalla meta-analisi sono stati LDL-C (esito primario), colesterolo totale (TC), HDL-C e trigliceridi. Gli esiti valutati dalla...
  Dieta. Migliorare la psoriasi grazie all’alimentazione Determinate strategie dietetiche determinerebbero un miglioramento della psoriasi. A mostrarlo è una ricerca pubblicata su Nutrients da un team guidato da Monica Neagu, dell’Università di Bucarest, in Romania, che evidenzia gli effetti regolatori dei cibi e dei principi nutritivi sulla psoriasi. Secondo i ricercatori, più del 60% delle persone con psoriasi da moderata a grave ha una scarsa qualità di vita. Il team ha trovato una connessione tra obesità, microbioma intestinale e patogenesi della psoriasi, principalmente attraverso la deregolazione della barriera epiteliale che scatena l’infiammazione sistemica. Dal momento che la composizione e la diversità del microbioma intestinale influenzano la gravità dei sintomi della psoriasi, la dieta e gli integratori che modulano attivamente l’asse intestino-pelle potrebbero migliorare la sintomatologia della malattia cutanea e la qualità di vita dei pazienti. Tra tutti i regimi alim...
  Centro Dietolgia Nutrizione (CDN)  centrodietologianutrizione@gmail.com www.centrodietologianutrizione.com   News: Nelle persone con ipercolesterolemia, l’avocado può ridurre il colesterolo Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, il consumo di avocado può ridurre il colesterolo totale e il colesterolo LDL nelle persone con ipercolesterolemia, senza influire negativamente sul peso corporeo. I ricercatori hanno voluto approfondire gli effetti del consumo di diete contenenti avocado rispetto a diete di controllo nelle quali il frutto era scarso o assente sui fattori di rischio cardiometabolico negli adulti sani, con malattie cardiovascolari o con aumentato rischio di tale tipo di patologia. Per questo hanno effettuato una ricerca su database elettronici e hanno incluso nella loro revisione 10 studi, nove studi randomizzati controllati (503 partecipanti) e uno studio osservazionale prospettico (55.407 partecipanti). Gli esiti val...
Diete: “effetto yo-yo” dovuto a neuroni dell’ipotalamo L’effetto yo-yo”, che porta a riprendere chili dopo una dieta, è imputabile a un’alterazione della comunicazione fra cellule del cervello che si verifica quando si è sottoposti a regime alimentare ristretto; i neuroni che mediano il senso della fame ricevono segnali più forti che si traducono in una ripresa del peso più rapida. Lo studio Il team di ricercatori ha messo a dieta gli animali da laboratorio e ne ha monitorato i cambiamenti a livello di circuiti cerebrali. In particolare i ricercatori hanno studiato un gruppo di neuroni dell’ipotalamo, i neuroni AgRP, che controllano la sensazione di fame. Il team è stato in grado di dimostrare, così, che i pathway neuronali che stimolano i neuroni AgRP inviano segnali aumentati quando gli animali sono a dieta, spingendoli a ingrassare. Inibendo in modo selettivo il pathway che attiva i neuroni AgRP, i ricercatori sono riusciti a ridurre il recupero del peso dopo la dieta, evitando ques...
  Più magnesio nella dieta per la salute del cervello Assumere maggiori quantità di magnesio nella dieta di tutti i giorni può portare a un miglioramento della salute del cervello. È quanto ha osservato un team di ricercatori del Neuroimaging and Brain Lab dell’Australian National University, secondo il quale portare a tavola cibi ricchi di magnesio, come spinaci e noccioline, aiuta anche a ridurre il rischio di demenza. Lo studio è stato pubblicato dall’ European Journal of Nutrition. Il team australiano ha preso in considerazione oltre seimila partecipanti cognitivamente sani tra 40 e 73 anni e ha rilevato che chi consuma più di 550 milligrammi di magnesio ogni giorno ha un cervello che, all’età di 55 anni, è di circa un anno più giovane rispetto a chi assume circa 350 milligrammi al giorno. Dunque, con un 41% in più di magnesio nella dieta si ottiene una migliore funzionalità cognitiva e si riduce o ritarda il rischio di insorgenza di demenza. Fonte: European Journal of Nutritio...