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  Dieta Mediterranea taglia rischio di malattia cardiovascolare e morte di quasi il 25% nelle donne Seguire strettamente una dieta Mediterranea riduce il rischio di malattia cardiovascolare e morte in quasi il 25% nelle donne. È quanto mostra l’analisi di dati raggruppati da diversi studi, pubblicata su Heart. Le malattie cardiovascolari sono più di un terzo di tutte le morti tra le donne, nel mondo. La dieta Mediterranea è ricca di cereali integrali, frutta e verdura, legumi, noci e olio extra-vergine d’oliva, moderata assunzione di pesce, da poco a moderato consumo di vino e poche carni processate e cibi processati in generale. Il team ha analizzato 16 studi tra il 2003 e il 2021 che hanno coinvolto, complessivamente, 700mila donne, monitorate per una media di 12,5 anni. Dai risultati è emerso che seguire la dieta Mediterranea è associato a un 24% di riduzione del rischio cardiovascolare ed a un 23% di riduzione del rischio di morte per qualsiasi causa, tra le donne. In particola...
  Il Caffè come anti-diabete Il caffè ha effetti anti-diabete e frena l’accumulo di grasso corporeo: lo suggerisce uno studio su  BMJ Medicine . Alla luce dei risultati ottenuti, i ricercatori affermano che probabilmente vale la pena esplorare il ruolo potenziale delle bevande a base di caffeina prive di calorie per ridurre il rischio di  obesità  e diabete di tipo 2. Il consumo di 3-5 tazzine di caffè al giorno, ricca fonte di caffeina, si associa un minor rischio di  diabete di tipo 2  e di  malattie cardiovascolari . Una tazza media di caffè contiene circa 70-150 milligrammi (mg) di caffeina. Tuttavia, la maggior parte delle ricerche pubblicate finora ha riguardato studi che non possono stabilire in modo affidabile l’esistenza di un messo di causa ed effetto tra consumo di caffeina e protezione dal diabete. I ricercatori hanno dimostrato questa associazione con la cosiddetta “ randomizzazione mendeliana “: i ricercatori hanno esaminato il ruolo di d...
Cervello più giovane con 6 porzioni di verdura al giorno Diete ricche di verdure a foglia verde e altri ortaggi, frutta, cereali integrali, olio d’oliva, fagioli, noci e pesce mantengono di molti anni più giovane il cervello riducendo la formazione dei segni tipici dell’Alzheimer (placche di peptide beta-amiloide e grovigli tau). Infatti, le persone che seguono questo tipo di diete presentano un minor numero di questi segni rispetto alle persone che non seguono tali diete e il loro cervello è più giovane di almeno 4 anni fino a un massimo di 19 rispetto ai coetanei con diete insalubri. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista  Neurology . Lo studio ha esaminato gli effetti di due diete simili, MIND e mediterranea; quest’ultima raccomanda il consumo di verdura, frutta e tre o più porzioni di pesce a settimana, mentre la MIND privilegia le verdure a foglia verde come spinaci, cavolo e i frutti di bosco rispetto agli altri tipi di frutta. È emerso che “il solo consumo di più di s...
  Alimentazione e tumore del pancreas: una correlazione ancora da dimostrare Anche se l’alimentazione rappresenta un importante elemento di ogni stile di vita, le ricerche di natura epidemiologica che hanno preso in esame l’eventuale correlazione tra regimi dietetici e carcinoma pancreatico non hanno fornito finora risultati univoci. Pertanto, un eventuale legame tra rischio aumentato di neoplasie maligne pancreatiche e particolari modelli alimentari rimane ancora da dimostrare.  Un team di ricerca guidato da Reema Tayyem ha svolto un’indagine in Giordania con lo scopo di analizzare l’influenza di alcune abitudini alimentari per quanto riguarda il rischio di comparsa di PC in una popolazione di pazienti che avevano ricevuto una nuova diagnosi della neoplasia. Lo studio caso-controllo è stato condotto presso i più importanti ospedali generali e universitari della nazione mediorientale tra i quali vi era anche un centro oncologico specializzato. I dati sono stati ottenuti median...
Relazione tra comportamenti alimentari sbagliati e cancro: revisione della letteratura L’associazione tra cancro e determinati comportamenti alimentari appare ormai comprovata con particolare riferimento all’ortoressia, alla bramosia di cibo (food craving) e alla dipendenza dagli alimenti. La comunità scientifica si sta occupando in modo sempre più diffuso di queste tematiche e un’equipe di ricercatori ha condotto una revisione sistematica della letteratura allo scopo di sintetizzare gli elementi finora disponibili riguardanti la correlazione tra abitudini alimentari incongrue e l’insorgenza di neoplasie maligne. Sono state prese in esame i protocolli della Meta-analysis Of Observational Studies in Epidemiology e della Cochrane Collaboration ed è stato utilizzato il sistema PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses) per riportare i risultati. I dati per lo studio provengono dai database Scopus e PubMed/Medline e, alla fine della ricerca, sette articoli ...
Integratori alimentari e tumore del colon-retto: quali implicazioni   Il consumo di integratori probiotici, yogurt compreso, e di prebiotici, è in grado di modificare la composizione del microbiota intestinale alterando la popolazione microbica e ciò può avere effetti sulla comparsa del tumore del colon-retto. In particolare, i ricercatori hanno reperito dieci studi di tipo osservazionale, randomizzati e controllati, condotti su una popolazione adulta composta da soggetti di età pari o superiore a 18 anni esenti da malattie gastrointestinali. I prebiotici considerati comprendevano frutto-oligosaccaridi, inulina, isomalto-oligosaccaridi, galatto-oligosaccaridi, β-glucani e xiloligosaccaridi, mentre i probiotici includevano ceppi batterici di Escherichia coli, Bacillus, Enterococcus, Saccharomyces, Leuconostoc, Bifidobacterium, Lactobacillus, Pediococcus, Streptococcus. Nell’indagine sono stati inclusi anche integratori simbiotici, costituiti da un insieme di probiotici e prebiotici,...
  Dimagrire con la cheto Sono molti gli approcci dietetici per la perdita di peso, comprese  le diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati . Questo approccio si basa su un consumo di circa il 60% di grassi, il 25% di proteine e il 15% di carboidrati, ma senza limitare l'apporto calorico.  Con questo tipo di diete, il modello energetico basato sul glucosio viene sostituito dal modello energetico basato sul corpo chetonico, che richiede il grasso per promuovere il catabolismo e ridurre la sintesi dei grassi, mentre la gluconeogenesi aumenta il dispendio energetico. A tal fine, i trigliceridi insolubili vengono convertiti in corpi chetonici idrosolubili. Pertanto, i corpi chetonici possono essere eliminati dall'organismo attraverso l'escrezione urinaria, sottraendo energia.  Inoltre, l'aumento dei corpi chetonici sopprime l'appetito.   Una meta-analisi di 14 studi  ha dimostrato che una dieta chetogenica ha migliorato i parame...