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  Alimentazione e tumore del pancreas: una correlazione ancora da dimostrare Anche se l’alimentazione rappresenta un importante elemento di ogni stile di vita, le ricerche di natura epidemiologica che hanno preso in esame l’eventuale correlazione tra regimi dietetici e carcinoma pancreatico non hanno fornito finora risultati univoci. Pertanto, un eventuale legame tra rischio aumentato di neoplasie maligne pancreatiche e particolari modelli alimentari rimane ancora da dimostrare.  Un team di ricerca guidato da Reema Tayyem ha svolto un’indagine in Giordania con lo scopo di analizzare l’influenza di alcune abitudini alimentari per quanto riguarda il rischio di comparsa di PC in una popolazione di pazienti che avevano ricevuto una nuova diagnosi della neoplasia. Lo studio caso-controllo è stato condotto presso i più importanti ospedali generali e universitari della nazione mediorientale tra i quali vi era anche un centro oncologico specializzato. I dati sono stati ottenuti median...
Relazione tra comportamenti alimentari sbagliati e cancro: revisione della letteratura L’associazione tra cancro e determinati comportamenti alimentari appare ormai comprovata con particolare riferimento all’ortoressia, alla bramosia di cibo (food craving) e alla dipendenza dagli alimenti. La comunità scientifica si sta occupando in modo sempre più diffuso di queste tematiche e un’equipe di ricercatori ha condotto una revisione sistematica della letteratura allo scopo di sintetizzare gli elementi finora disponibili riguardanti la correlazione tra abitudini alimentari incongrue e l’insorgenza di neoplasie maligne. Sono state prese in esame i protocolli della Meta-analysis Of Observational Studies in Epidemiology e della Cochrane Collaboration ed è stato utilizzato il sistema PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses) per riportare i risultati. I dati per lo studio provengono dai database Scopus e PubMed/Medline e, alla fine della ricerca, sette articoli ...
Integratori alimentari e tumore del colon-retto: quali implicazioni   Il consumo di integratori probiotici, yogurt compreso, e di prebiotici, è in grado di modificare la composizione del microbiota intestinale alterando la popolazione microbica e ciò può avere effetti sulla comparsa del tumore del colon-retto. In particolare, i ricercatori hanno reperito dieci studi di tipo osservazionale, randomizzati e controllati, condotti su una popolazione adulta composta da soggetti di età pari o superiore a 18 anni esenti da malattie gastrointestinali. I prebiotici considerati comprendevano frutto-oligosaccaridi, inulina, isomalto-oligosaccaridi, galatto-oligosaccaridi, β-glucani e xiloligosaccaridi, mentre i probiotici includevano ceppi batterici di Escherichia coli, Bacillus, Enterococcus, Saccharomyces, Leuconostoc, Bifidobacterium, Lactobacillus, Pediococcus, Streptococcus. Nell’indagine sono stati inclusi anche integratori simbiotici, costituiti da un insieme di probiotici e prebiotici,...
  Dimagrire con la cheto Sono molti gli approcci dietetici per la perdita di peso, comprese  le diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati . Questo approccio si basa su un consumo di circa il 60% di grassi, il 25% di proteine e il 15% di carboidrati, ma senza limitare l'apporto calorico.  Con questo tipo di diete, il modello energetico basato sul glucosio viene sostituito dal modello energetico basato sul corpo chetonico, che richiede il grasso per promuovere il catabolismo e ridurre la sintesi dei grassi, mentre la gluconeogenesi aumenta il dispendio energetico. A tal fine, i trigliceridi insolubili vengono convertiti in corpi chetonici idrosolubili. Pertanto, i corpi chetonici possono essere eliminati dall'organismo attraverso l'escrezione urinaria, sottraendo energia.  Inoltre, l'aumento dei corpi chetonici sopprime l'appetito.   Una meta-analisi di 14 studi  ha dimostrato che una dieta chetogenica ha migliorato i parame...
centrodietologianutrizione@gmail.com www.centrodietologianutrizione.com Possibili benefici dell’olio di semi di cotone sulla salute cardiovascolare Un nuovo studio dell’Università della Georgia suggerisce che i grassi ricchi polinsaturi, simili a quelli che si trovano nell’olio di semi di cotone, possano apportare maggiori benefici per la salute cardiovascolare rispetto ai grassi monoinsaturi. Lo studio, pubblicato nel numero dal  The Journal of Nutrition , si aggiunge a un numero crescente di prove secondo cui il consumo di grassi polinsaturi  può essere utile nel ridurre gli alti livelli di lipoproteine a bassa densità (LDL) negli adulti ad alto rischio. I ricercatori hanno concluso che l’arricchimento della dieta con olio di semi di cotone, non olio d’oliva, ha portato a miglioramenti sostanziali dei lipidi nel sangue a digiuno e postprandiali e della glicemia postprandiale negli adulti ipercolesterolemici. Nello studio randomizzato sono stati coinvolti 43 uomini e donne co...
  Microbioma intestinale: arachidi nella dieta e mix di erbe e spezie hanno un impatto positivo Consumando una trentina di grammi di arachidi al giorno o aggiungendo circa un cucchiaio di erbe e spezie alla dieta si può alterare positivamente la composizione dei batteri intestinali nel suo complesso.  Il microbioma umano raccoglie trilioni di microrganismi che vivono nel tratto intestinale. I batteri impattano sul metabolismo e sulla costruzione e il mantenimento del sistema immunitario. Per lo studio sulle arachidi, pubblicato su Clinical Nutrition, il team ha confrontato gli effetti di 28 grammi di arachidi al giorno rispetto al consumo di uno snack a base di carboidrati, come i crackers. Dopo sei settimane, i partecipanti che mangiavano le arachidi mostravano un aumento dei livelli di Ruminococcaceae, un gruppo di batteri collegati a un metabolismo epatico in salute e a sana funzionalità immunitaria. Nello studio su erbe e spezie, invece, gli scienziati hanno osservato l’im...
Resveratrolo e tumore gastrointestinale: possibili utilizzi terapeutici Diverse molecole contenute in prodotti naturali hanno provocato un interesse progressivamente crescente nella comunità scientifica per i loro potenziali impieghi nella terapia del cancro gastrointestinale (GI). Tali sostanze presentano infatti proprietà sia antitumorali che antinfiammatorie. In effetti, sono ormai numerosi gli studi epidemiologici, preclinici e clinici che riportano come il consumo di polifenoli, composti che si trovano in numerose varietà di frutta, cereali, verdure e legumi, possano essere di aiuto nella prevenzione di svariate patologie tra le quali anche alcune neoplasie che colpiscono lo stomaco e l’intestino. D’altra parte, è ormai noto che i tumori maligni gastrointestinali si sviluppano secondo uno schema nel quale le cellule manifestano anomalie genetiche grazie alle quali continuano a proliferare e a metastatizzare in altre regioni. Avere a disposizione sostanze naturali presenti negli al...