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Ovaio policistico a dieta Confronto tra dieta chetogenica e ipocalorica La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è il disturbo endocrino più comune nelle donne durante l'età riproduttiva.  È caratterizzata clinicamente da oligoovulazione o anovulazione, iperandrogenismo e presenza di ovaie policistiche.  Spesso in comorbilità con insulino-resistenza, dislipidemia e obesità, comporta anche un rischio significativo per lo sviluppo di sequele cardiovascolari e metaboliche, tra cui il diabete e la sindrome metabolica.  Alla luce di queste evidenze, l'opzione terapeutica maggiormente prescritta alle donne con PCOS con obesità, indipendentemente dal fenotipo dalla gravità dell'espressione clinica, è la  correzione dello stile di vita attraverso la dieta e l'attività fisica . Lo studio Lo scopo di questo studio era valutare i possibili effetti benefici sui parametri metabolici ed endocrini in donne sovrappeso/obese con PCOS trattate con una  dieta chetogenica  (K...
  Ipertensione tra bambini e adolescenti legata a stile di vita non sano Inattività, dieta ricca di zuccheri e sale ed eccesso di peso sono responsabili dell’aumento della pressione sanguigna in nove bambini e adolescenti su dieci.  Secondo gli esperti, tra le raccomandazioni a livello di alimentazione utili da seguire, figurano mangiare verdure fresche, frutta e altri cibi ricchi di fibre, limitare il consumo di sale ed evitare bevande aggiunte di zuccheri e il consumo di grassi saturi. Inoltre, bambini e adolescenti dovrebbero fare almeno un’ora di attività fisica da moderata a intensa ogni giorno, come correre, andare in bicicletta o nuotare, e passare non più di due ore in attività sedentarie. Diversi studi hanno evidenziato come l’ipertensione tra i bambini stia diventando più comune e parte di questo aumento è dovuto all’obesità, soprattutto a livello addominale. Meno del 2% dei bambini normopeso, infatti, soffre di ipertensione, contro il 5% dei bambini sovrappeso e del...
Con dieta ricca di grassi maggiore sensibilità al dolore Seguire, anche a breve termine, una dieta ricca di grassi potrebbe rappresentare il fattore scatenante di una forte sensazione di dolore, anche in assenza di danno o di una preesistente condizione di obesità o diabete.  Lo studio ha confrontato gli effetti di otto settimane di due diversi tipi di dieta su animali da laboratorio, di cui una coorte era alimentata con una dieta normale e l’altra con una dieta ricca di grassi. Il team ha osservato che la dieta ricca di grassi induceva iperalgesia, un cambiamento neurologico che rappresenta il passaggio dal dolore acuto a quello cronico, e alloidinia, una sensazione di dolore risultante da stimoli che normalmente non dovrebbero provocarlo. Secondo gli autori la sensazione di dolore si manifesta indipendentemente dalla presenza di condizioni preesistenti quali obesità o diabete, ma sarebbe appunto sufficiente una dieta ricca di grassi per sperimentare alloidinia e dolore cronico....
  Sports Nutrition and Functional Foods This week we will be discussing general topics in regards to functional foods in sports nutrition. Sports nutrition shows significance in the life of each individual in regards to hormones, glycogen stores, and muscle recovery. Without proper nutrition health problems may rise. Hormones levels such as testosterone, may be of a lower level from nutritional deficiencies. Many ultra-endurance athletes are deficient in various aspects of a proper diet and show endocrine changes similar to those of starvation. Testosterone was particularly low from ultra-endurance exercise [1]. If supplemented foods are  consumed to lessen deficiencies it may also cause an increase in testosterone levels for ultra-endurance athletes. However, the amount of the supplemented foods would vary on the athlete and what other foods were being consumed.  Sports nutrition requirements vary depending on the type and intensity of the sport. For maximum performance,...
  La dieta mediterranea non riduce il rischio di demenza La dieta mediterranea non è collegata a una riduzione del rischio di andare incontro a demenza. È quanto osserva uno studio pubblicato da Neurology e guidato da Isabelle Glans, della Lund University, in Svezia. Per la ricerca, il team ha identificato 28mila persone residenti nel Paese scandinavo. I partecipanti avevano un’età media di 58 anni, non presentavano demenza all’inizio dello studio e sono stati seguiti per un periodo di venti anni, durante il quale dovevano compilare un diario sui cibi consumati in sette giorni e sottoporsi a un’intervista. Alla fine dello studio, 1.943 persone, il 6,9%, hanno ricevuto una diagnosi di demenza, inclusa malattia di Alzheimer e demenza legata a problemi vascolari. Dopo aver aggiustato il dato in base a sesso, età e livello di istruzione, rispetto alla riduzione del rischio di demenza, i ricercatori svedesi non hanno evidenziato un collegamento fra patologia neurodegenerativa e dieta, n...
  Istituto superiore di sanità: cuore a rischio per 4 italiani su 10 Gli italiani sono attenti al consumo di sale, ma 4 su 10 presentano più fattori di rischio cardiovascolare con colesterolo e pressione troppo alta. E ad incidere ancora di più è l’eccesso di peso e la sedentarietà. Oltre la metà degli intervistati in una indagine condotta dall’ Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicata sul sito Epicentro dell’Istituto, presta attenzione alla quantità di sale assunta a tavola, nella preparazione dei cibi e nel consumo di quelli conservati. Quasi otto persone su dieci (76%), inoltre, scelgono di usare il sale iodato. Quanto al rischio cardiovascolare, legato anche al consumo di sale nell’alimentazione, il 41% del campione presenta almeno tre fattori di rischio cardiovascolare e appena il 2% risulta libero dall’esposizione a condizioni di rischio note. Sono questi, in sintesi, i principali risultati della sorveglianza Passi nel biennio 2020-2021. Aumenta la consapevolezza sull’i...
  Togliere le uova dalla dieta mediterranea migliora il valore del colesterolo LDL? L’adozione di un piano alimentare dietetico di tipo mediterraneo senza uova intere ha migliorato i parametri lipidici associati a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, secondo uno studio pubblicato su Nutrition Research. “La dieta mediterranea riduce le lipoproteine ​​aterogene e il rischio di malattie cardiovascolari. Abbiamo testato l’ipotesi che il consumo giornaliero di uova intere in una dieta mediterranea potesse migliorare il metabolismo lipidico rispetto a una dieta americana di controllo e a una dieta mediterranea senza uova intere”. I ricercatori hanno studiato 39 individui obesi o in sovrappeso valutando tre diete, ovvero una dieta americana media (AAD) di controllo, una dieta mediterranea senza uova intere (MED-E) e una dieta mediterranea con aggiunta di uova intere (MED+E). Ogni partecipante ha seguito ogni dieta per quattro settimane seguite da un periodo di washout di almeno...