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Dieta chetogenica contro Food addiction e Binge eating La dieta chetogenica, che prevede un bassissimo contenuto in carboidrati e zuccheri, come potenziale trattamento per i sintomi di dipendenza da cibo (Food addiction) e per il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating).   Lo studio ha valutato l’efficacia di un protocollo chetogenico a basso contenuto calorico di 5-7 settimane, seguito da una dieta ipocalorica non chetogenica in un gruppo di donne in sovrappeso o obese con sintomi di dipendenza da cibo o da disturbo da alimentazione incontrollata. Alla fine del periodo nessuna partecipante ha riportato diagnosi per le due patologie, ed hanno perso dal 7,3% al 12,8% del peso iniziale, senza cambiamenti significativi della massa muscolare. La dieta chetogenica è utilizzata per il trattamento dell’epilessia refrattaria, per il diabete di tipo 2 e per altre condizioni legate a una disregolazione del metabolismo glucidico; tuttavia, il suo impiego per il trattamento di di...
  Oltre 10 anni di vita in più portando a tavola cibi sani Adottando una dieta corretta ricca di legumi, cereali integrali, frutta secca e povera di carni rosse e molto lavorate (come wurstel o hamburger) si possono guadagnare più di dieci anni di vita. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista PLOS Medicine e condotto da Lars Fadnes dell’Università di Bergen in Norvegia che ha sviluppato un calcolatore per stimare quanti anni in più di vita ciascun individuo può guadagnare a seconda dei cibi che porta a tavola. Ogni anno la cattiva alimentazione è responsabile di qualcosa come 11 milioni di morti e 255 milioni di anni di vita vissuti in condizioni di disabilità. Va da sé che imparando a mangiare bene si guadagna in aspettativa di vita. Il calcolatore – Food4HealthyLife calculator (https://food4healthylife.org/) – stima che per un ventenne che cambi alimentazione in modo radicale e duraturo nel tempo, aumentando i consumi di legumi e cereali integrali e riducendo quelli di carn...
  Cena subito prima di coricarsi? Attenzione alla glicemia   Cenare subito prima di andare a dormire la sera, quando i livelli di melatonina sono alti, disturba il controllo della glicemia, specialmente nelle persone che hanno una variante genetica del recettore della melatonina (il Mtnr1b), che è stato collegato a un rischio elevato di diabete di tipo 2. A dirlo è una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica  Diabetes Care  da un gruppo di lavoro del Massachusetts General Hospital, del Brigham and Women’s Hospital e della spagnola Università di Murcia. Allo studio hanno partecipato 845 persone. Gli studiosi hanno analizzato il codice genetico di ciascuna persona all’interno del gene del recettore della melatonina-1b (Mtnr1b) perché ricerche precedenti avevano collegato una sua variante con un rischio elevato di diabete di tipo 2. Il team ha scoperto che i livelli di melatonina nel sangue dei partecipanti erano 3,5 volte più alti dopo la cena fatta più a ridosso ...
  Diabete di tipo 2: dieta con meno carboidrati e più grassi non aumenta rischio cardiovascolare   Una dieta a basso contenuto di carboidrati non ipocalorica ha effetti benefici significativi sul controllo glicemico e sulla composizione corporea, e non influisce negativamente sui fattori di rischio cardiovascolare nei pazienti con diabete di tipo 2, secondo uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity & Metabolism. I ricercatori hanno randomizzato pazienti con diabete di tipo 2 a seguire una dieta a basso contenuto di carboidrati non ipocalorica (n=49) o una dieta di controllo (n=22) per sei mesi. Hanno quindi valutato al basale e dopo tre e sei mesi parametri del sangue, antropometria, pressione sanguigna, l’attività fisica in base a dati dell’accelerometro e diari alimentari. La massa grassa totale e la massa magra sono state determinate mediante DXA-scan. Ebbene, il gruppo gestito con la dieta a basso contenuto di carboidrati ( NON ipocalorica ) ha effettivamente praticat...
Reazioni allergiche al cibo o dermatite atopica? Diagnosi differenziale accurata permette migliore gestione Da tempo si è capito che la dieta ha un’intricata associazione con la dermatite atopica, anche se molto rimane da chiarire. “La disfunzione della barriera cutanea, con disbiosi e conseguente compromissione della tolleranza immunitaria, è probabilmente alla base della patogenesi della dermatite atopica e delle allergie alimentari che a volte si presentano insieme alla dermatite”. Esiste una vasta gamma di possibili reazioni cutanee al cibo, che complicano la diagnosi e la comprensione delle allergie alimentari. Molti pazienti, genitori e medici sospettano erroneamente che la dieta sia causa dei sintomi della dermatite atopica e molti hanno provato diete di eliminazione. Ciò spesso porta a un’etichettatura imprecisa delle allergie alimentari, contribuendo a una pericolosa spirale di test inappropriati, rinvii e cambiamenti nella dieta. Gli esperti hanno visto che come effetto di tu...
  Più dolci e meno attività: è allarme Covibesity Negli Usa è raddoppiato l’incremento dell’indice di massa corporea rispetto al periodo pre-Covid mentre in Italia circa 4 bambini su 10 in Italia hanno modificato le proprie abitudini alimentari durante la pandemia. A lanciare l’allarme nei confronti della ‘Covibesity’, termine comparso in letteratura scientifica per descrivere l’aggravamento dei tassi di obesità dovuto al confinamento causato dal Covid è la Società Italiana di Pediatria (Sip) che lancia un appello a ripristinare sani stili di vita messi a dura prova in quasi due anni di pandemia. Secondo uno studio del CDC  (Centers for Disease Control and Prevention) Usa condotto su oltre 432 mila bambini e ragazzi tra 2 e 19 anni, il tasso di incremento dell’indice di massa corporea (che misura il rapporto tra peso e altezza) è raddoppiato rispetto al periodo pre-pandemico, mentre la percentuale di bambini e ragazzi obesi in un anno è passata dal 19,3% al 22,4%. E chi era gi...
Iperproteiche a breve termine e una dieta mediterranea ipocalorica: effetto sulla composizione corporea e sui marcatori ematici correlati alla salute nei giovani partecipanti in sovrappeso e sedentari   Lo scopo del presente studio è stato quello di confrontare gli effetti a breve termine di una dieta mediterranea ipocalorica e di due diete iperproteiche, con e senza supplementazione di proteine ​​del siero di latte, sulla composizione corporea, sul profilo lipidemico e sugli indici ematici di infiammazione e di danno muscolare in giovani partecipanti, sovrappeso e sedentari.    L'intervento è durato 6 settimane. La composizione corporea e gli indici biochimici sono stati valutati 1 settimana prima e al termine dell’intervento nutrizionale.  La massa corporea e grassa sono diminuite nei gruppi dieta mediterranea e iperproteica senza un calo significativo della massa magra osservata nel gruppo che ha fatto la dieta mediterranea.    Solamente la dieta meditte...