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  Covid più “cattivo” con chi ha alimentazione inadeguata   Il coronavirus è “più aggressivo” con adulti e bambini malnutriti: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, infatti, una condizione pregressa di malnutrizione aumenta il rischio di morte e di ventilazione assistita in caso di Covid. Lo studio è stato condotto da Louis Ehwerhemuepha del Children’s Hospital of Orange County, in California ed ha coinvolto 8.604 bambini e 94.495 adulti (over-18) ricoverati per Covid in diversi ospedali statunitensi. Gli esperti hanno confrontato l’esito dell’infezione di ciascun paziente tenendo conto di chi nel campione era stato riconosciuto come malnutrito tra 2015 e 2019. Ebbene, è emerso che di 520 (6%) bambini con COVID-19 in forma grave, 39 (il 7,5%) avevano avuto in precedenza una diagnosi di malnutrizione, contro 125 (appena l’1,5%) dei 7.959 (98,45%) bambini con COVID-19 lieve. Inoltre è emerso che di 11.423 adulti con COVID-19 in forma grave, 453 (il 4%) ...
  Dieta Mediterranea: un aiuto contro il tumore della prostata   La Dieta Mediterranea farebbe bene, in termini di prevenzione, al cancro alla prostata: è la conclusione a cui è giunto uno studio, pubblicato sula rivista scientifica journals.sagepub.com, realizzato da un team di ricercatori italiani. In sostanza, indagando sui dati epidemiologici della provincia di Salerno (dati che sono stati forniti dall’ASL Salerno e raccolti nel registro tumori), questo team di ricercatori hanno notato che in alcune aree del Cilento, esiste un minor rischio di Carcinoma Prostativo (PCa) rispetto alle zone limitrofe della provincia di Salerno. Questo potrebbe essere spiegato dal particolare regime nutrizionale che si sviluppa in queste zone con l’apporto di nutrienti ricchi di sostanze come licopene, quercitina e flavonoidi che esercitano un ruolo anti neoplastico. La tal cosa suggerisce un grande ruolo protettivo della Dieta Mediterranea contro il cancro alla prostata. Per maggiori informa...
Con cibo spazzatura più rischio di sindrome del colon irritabile Mangiare cibo spazzatura, come alimenti ultra-processati come snack o zuppe pronte, ma anche bibite e carne o pesce molto lavorati, aumenta il rischio di soffrire di colon irritabile (morbo di Crohn e colite ulcerosa), fin quasi a raddoppiare il rischio (+82%) con consumi giornalieri di 5 o più porzioni di questi alimenti. Viceversa, mangiare in modo sano, con un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi, carne non industriale e in generale cibi senza additivi e conservanti riduce il rischio di sindrome dell’intestino irritabile. Lo indica lo studio pubblicato sul British Medical Journal, che ha coinvolto oltre 116 mila individui in diversi Paesi, il cui stato di salute è stato monitorato per un tempo medio di quasi 10 anni. Condotto da Neeraj Narula, della McMaster University, in Canada, lo studio mostra che chi consuma 5 o più porzioni al dì di cibo ultra-processato ha un rischio di ammalarsi di morbo di Crohn o di...
 NEW DEI NUTRIZIONISTI Contro la cellulite un aiuto dalle acque con magnesio   Esercizio fisico e una corretta alimentazione aiutano a combattere la cellulite, ma in questo un’arma in più può essere l’acqua, in particolare le acque con magnesio sono particolarmente indicate.  Le acque che, in base alle classificazioni internazionali, vengono definite “magnesiache”, ovvero con una concentrazione di magnesio superiore a 50 mg/L. Questo elemento, infatti, migliora la combustione dei grassi, regola le funzionalità intestinali e contribuisce all’eliminazione dell’acido lattico responsabile della ritenzione idrica”. Assumere una corretta quantità d’acqua aiuta il corpo a non accumulare liquidi e tossine che favoriscono la presentazione della cellulite, ma però è altrettanto importante seguire una dieta equilibrata.  Nello specifico, per contrastare la cellulite e la ritenzione idrica il consiglio è di bere almeno un litro e mezzo o due di acqua (anche come tisane o thè), m...
 I NUTRIZIONISTI: Olio di pesce e rischio cardiovascolare: i benefici non sono così chiari Le prove e i dati di studi ampi suggeriscono che l’integrazione di olio di pesce sia neutrale per quanto riguarda il rischio cardiovascolare, e che possa persino aumentare il rischio di fibrillazione atriale, secondo quanto riferito da  Steven Nissen , del Sydell e Arnold Miller Family Heart, Vascular & Thoracic Institute, durante una presentazione alla riunione virtuale dell’American Association of Clinical Endocrinology. Un’analisi secondaria dello studio STRENGTH ha dimostrato che livelli ematici più elevati di acido eicosapentaenoico (EPA) un anno dopo l’integrazione giornaliera di acido carbossilico omega-3 non erano associati a un rischio cardiovascolare inferiore tra gli adulti con ipertrigliceridemia e ad alto rischio di malattia cardiovascolare. I dati di STRENGTH, che hanno confrontato 4 g di acido carbossilico omega-3 al giorno con placebo di olio di mais, erano simili ai ...
  Malattie infiammatorie: trattamento con zenzero tropicale può bloccare l’infiammazione Molti composti  naturali hanno varie proprietà antinfiammatorie e altre proprietà benefiche che gli esseri umani hanno utilizzato per scopi medicinali per centinaia di anni. Tuttavia, i meccanismi molecolari specifici dietro questi effetti benefici per la salute non sono sempre chiari. Uno di questi composti è l’acetato di 1′-acetoxychavicol, o Aca, che proviene dalla pianta tropicale di zenzero Alpinia. Ora, alcuni ricercatori hanno identificato come Aca può aiutare nel trattamento delle malattie infiammatorie. Gli esperti hanno scoperto che Aca attenua il danno mitocondriale attraverso la diminuzione delle specie reattive dell’ossigeno mitocondriali (Ros), bloccando l’attivazione di un complesso proteico cruciale noto come Nlrp3. Lavori precedenti hanno suggerito che l’inflammasoma Nlrp3 gioca un ruolo significativo nel promuovere l’infiammazione secernendo una molecola chiamata IL-1ß. Q...
Integrazione simbiotica ed Emicrania    La letteratura suggerisce una relazione tra il microbioma intestinale e la patogenesi dell'emicrania. Tuttavia, l'effetto della manipolazione del microbioma intestinale sull'emicrania rimane poco chiaro.   Uno studio recente ha indagato l'effetto dei simbiotici (probiotici e prebiotici) sulle caratteristiche dell'emicrania e sui marcatori infiammatori nelle donne con emicrania.   Si tratta di uno studio condotto su 69 donne con emicrania che hanno ricevuto simbiotici (10 CFU di 12 tipi di probiotici + fruttooligosaccaridi prebiotici) o integrazione con placebo, due volte al giorno per 12 settimane.   L'integrazione simbiotica rispetto al placebo ha determinato una riduzione significativa della frequenza media degli attacchi di emicrania, variazione percentuale del numero di antidolorifici utilizzati e dei problemi gastrointestinali. Inoltre, hanno rilevato la riduzione di zonulina e proteina C reattiva.   Significato ...