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NEWS DEL NUTRIZIONISTA GASTROINTERITE (fase di recupero) - Virus intestinale: la dieta da seguire per stare meglio Nella fase di recupero, è molto importante  evitare il latte e i derivati del latte,  a parte il parmigiano o i formaggi stagionati, perché dopo la diarrea insorge un’ intolleranza secondaria al lattosio . Se hai la pancia gonfia, meglio  evitare le patate  che aumentano il gonfiore. Inoltre, è preferibile  scegliere il riso invece della pasta.  Nel caso ci fosse una  predisposizione genetica alla celiachia , quando si ha una gastroenterite, l’intestino diventa più permeabile al glutine e si corre il rischio di accendere la celiachia. Sì alle fette biscottate e anche al mais, mentre bisogna usare un po’ di cautela nel reintrodurre verdure e frutta nell’alimentazione, a causa della loro abbondanza di fibre. Per le verdure, si può cominciare con qualche zucchina o carota bollita, mentre per la frutta vanno evitati i kiwi, le prugne...
  MANGIARE BENE FA BENE ANCHE ALLA NOSTRA PELLE E ALLE NOSTRE ARTICOLAZIONI   L'esposizione a una dieta ad alto contenuto di zuccheri e moderata di grassi induce un'apprezzabile infiammazione della pelle e aumenta la suscettibilità alla dermatite psoriasiforme (PsD) indotta. Questo suggerisce che i componenti dietetici possono rendere la pelle suscettibile all'infiammazione psoriasica. Inoltre, i topi nutriti con questo tipo di dieta avevano una ridotta diversità microbica e una disbiosi pronunciata. Sorprendentemente, è stata osservata una riduzione dell'infiammazione della pelle e delle articolazioni con una parziale reversione del microbiota intestinale quando i topi sono passati a una dieta standard equilibrata.     Fonte: Zhenrui Shi, Xuesong Wu, Clarissa Santos Rocha et al. J Invest Dermatol. 2021 Jan 21;S0022-202X(21)00016-6. doi: 10.1016/j.jid.2020.11.032.   Se necessiti di ulteriori informazioni non esitare a contattarci: centrodietologianutrizione@gmai...
  La Dieta Mediterranea migliora la pressione rispetto alla dieta abituale L’adozione di una dieta mediterranea è accompagnata da una riduzione della pressione arteriosa relativamente piccola, ma significativa, e più incisiva nelle persone che hanno una pressione sistolica basale più elevata e in caso di un follow-up più lungo. Questo è quanto ha rilevato una revisione della letteratura sull’argomento pubblicata su Clinical Nutrition. I ricercatori hanno valutato 35 studi per un totale di 13.943 partecipanti, e hanno visto che, rispetto alla dieta abituale e a tutte le altre diete di intervento attivo, la dieta mediterranea ha ridotto la pressione sanguigna sistolica e diastolica.  Gli autori sottolineano che la dieta mediterranea ha ridotto i livelli di pressione diastolica in misura maggiore negli studi in cui la pressione sistolica media al basale era pari ad almeno 130 mmHg, mentre sia la pressione sistolica che quella diastolica sono state ridotte maggiormente negli studi...
  MALATTIA DI POMPE E DIETOTERAPIA (GLICOGENOSI DI TIPO II)   La malattia di Pompe è classificata come disordine metabolico ereditario causata dall’incapacità dell’enzima acido alpha-glucosidase (GAA) di rompere il glicogeno presente nei lisosomi presenti all’interno di differenti tipi di cellule come quelle del muscolo scheletrico, cardiac e respiratorio, e quindi un suo accumulo tossico. Dal 2006 la terapia con enzimi specifici (Enzyme replacement therapy) con alpha-glucosidase ricombinante ha determinant un miglioramento del quadro clinico dei pazienti affetti dalla forma tardiva della malattia. Tuttavia, ad oggi sembra fondamentale un approccio basato sull’attività fisica e una nutrizione adattata a questa specifica condizione. Con l’aiuto di Nutrizionisti altamente specializzati sarà possibile migliorare gli effetti negativi e deletari dell’accumulo di glicogeno.   Se necessiti di ulteriori informazioni non esitare a contattarci:   centrodietologianutrizione@gma...
ALCUNI SUGGERIMENTI DEL NOSTRO NUTRIZIONISTA........... E’ vero che non posso mangiare più formaggi? Se li scegli bene non ingrassano Non sono certo da consumare tutti i giorni, né si può abbondare in quantità, ma i formaggi non sono nemmeno una categoria di alimenti da eliminare drasticamente dalla dieta. Prima di tutto perché l'universo dei latticini è così vasto da consentire di scegliere di volta in volta quello più adatto, anche se c'è qualche chilo da eliminare. In secondo luogo, perché non c'è niente di più pericoloso dell'eliminare drasticamente un alimento per iniziare a desiderarlo notte e giorno, col rischio di mangiarne in quantità smisurata. È molto più sensato cercare di conoscere al meglio le caratteristiche dei formaggi per diversificare la loro presenza in tavola e identificare quelli più pericolosi per la linea. Una prima distinzione suddivide i formaggi tra freschi e stagionati, ed è importante specificare che entrambi sono una preziosa fonte di eleme...
SCLEROSI MULTIPLA: UN POSSIBILE AIUTO DALL'ALIMENTAZIONE La mancanza di uno specifico acido grasso nel tessuto adiposo può innescare una risposta anormale del sistema immunitario che causa la sclerosi multipla, che attacca e danneggia il sistema nervoso centrale. A dirlo è uno studio dell’Università di Yale che, sul Journal of Clinical Investigation, suggerisce come il cambiamento nella dieta potrebbe aiutare a curare alcune persone con questa malattia autoimmune. Il tessuto adiposo nei pazienti con sclerosi multipla non ha livelli normali di acido oleico, un acido grasso monoinsaturo che si trova ad alti livelli negli oli da cucina, nelle carni (manzo, pollo e maiale), nel formaggio, nella frutta secca, nei semi di girasole, nelle uova, nella pasta, nel latte, nelle olive e nell’avocado. Secondo i ricercatori, questa mancanza di acidi oleici porta a una perdita dei sensori metabolici che attivano le cellule T, che mediano la risposta del sistema immunitario alle malattie infettive...
NEWS DAI NOSTRI NUTRIZIONISTI: ASSUNZIONE DI TÈ VERDE E RISCHIO DI DEMENZA, MORBO DI ALZHEIMER, LIEVE DISAGIO COGNITIVO E COMPROMISSIONE COGNITIVA   La demenza è un tema di primaria importanza che richiede misure urgenti. La prevenzione della demenza può essere influenzata da fattori dietetici. In una recente revisione sistematica della letteratura è stata analizzata l’associazione tra il tè verde e il rischio di demenza, malattia di Alzheimer, lieve deterioramento cognitivo o deterioramento cognitivo. Sono stati ricercati articoli registrati fino al 23 agosto 2018, nel database PubMed e poi come riferimento, articoli originali o recensioni che hanno esaminato il tè verde e la funzione cognitiva. Successivamente, gli articoli estratti sono stati esaminati per verificare se includessero dati originali che valutassero un'associazione tra assunzione di tè verde e demenza, malattia di Alzheimer, lieve deterioramento cognitivo o deterioramento cognitivo. Questi risultati sembrano suppor...