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 I NUTRIZIONISTI:

Olio di pesce e rischio cardiovascolare: i benefici non sono così chiari

Le prove e i dati di studi ampi suggeriscono che l’integrazione di olio di pesce sia neutrale per quanto riguarda il rischio cardiovascolare, e che possa persino aumentare il rischio di fibrillazione atriale, secondo quanto riferito da Steven Nissen, del Sydell e Arnold Miller Family Heart, Vascular & Thoracic Institute, durante una presentazione alla riunione virtuale dell’American Association of Clinical Endocrinology.

Un’analisi secondaria dello studio STRENGTH ha dimostrato che livelli ematici più elevati di acido eicosapentaenoico (EPA) un anno dopo l’integrazione giornaliera di acido carbossilico omega-3 non erano associati a un rischio cardiovascolare inferiore tra gli adulti con ipertrigliceridemia e ad alto rischio di malattia cardiovascolare. I dati di STRENGTH, che hanno confrontato 4 g di acido carbossilico omega-3 al giorno con placebo di olio di mais, erano simili ai risultati piuttosto neutri osservati in altri grandi studi sugli acidi grassi omega-3 a basse dosi, come VITAL, ASCEND e ORIGIN.

Tuttavia, il dibattito sull’integrazione di omega-3 continua sulla scia dello studio REDUCE-IT, presentato nel 2018, che ha sostenuto che un acido grasso omega-3 di grado farmaceutico contenente EPA puro poteva ridurre drasticamente il rischio di eventi ischemici.

In più studi, tra cui sia STRENGTH che REDUCE-IT, comunque, si è osservata una maggiore incidenza di fibrillazione atriale di nuova insorgenza nei gruppi trattati con omega-3.

I risultati di STRENGTH sono stati in netto contrasto con quelli di REDUCE-IT, e Nissen e altri ricercatori hanno suggerito che il placebo utilizzato negli studi potrebbe spiegare la differenza. In REDUCE-IT, infatti, i ricercatori hanno utilizzato 4 g di olio minerale al giorno come placebo comparatore, un composto che può avere effetti indesiderati, mentre in STRENGHT è stato utilizzato olio di mais. Nel secondo anno di REDUCE-IT, per esempio, i partecipanti assegnati all’olio minerale hanno visto un aumento medio dell’11,4% del colesterolo LDL e un aumento medio del 32,3% della proteina C-reattiva ad alta sensibilità. In STRENGTH, invece, i partecipanti assegnati all’olio di mais hanno visto una diminuzione media dell’1,1% del colesterolo LDL e una diminuzione media del 6% della proteina C-reattiva ad alta sensibilità.

Fonte: Nissen SE. Omega-3 fatty acids and cardiovascular outcomes: Anatomy of a fish tale. Presented at: American Association of Clinical Endocrinology Annual Scientific and Clinical Conference; May 26-29, 2021 (virtual meeting).

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